la pastorizzazione
Un tempo il latte veniva bevuto subito dopo essere stato munto. Probabilmente anche i nostri bisnonni lo bevevano così, esponendosi in realtà al rischio di gravi malattie come la Brucellosi. Fu lo scienziato Louis Pasteur, nel 1865, a capire per primo che riscaldando il latte per 15 secondi a 72°C si uccidevano i microrganismi pericolosi per la salute. Questo metodo, che si chiama pastorizzazione proprio in onore del suo inventore, venne introdotto in Italia nella grande produzione negli anni 20.
uht
In passato, quando non era possibile conservarlo, il latte si deteriorava subito. Oggi grazie alla lavorazione UHT (che significa ULTRA HIGH TEMPERATURE), un brick di latte chiuso, se conservato a temperatura ambiente, può durare dai 3 ai 6 mesi. Una grande comodità, che permette a tutti di avere sempre del latte a disposizione in casa. Questo tipo di processo espone il latte ad un’alta temperatura (135 – 150°C) per pochi secondi, e perciò ne modifica le qualità molto meno che nel latte sterilizzato.
la sterilizzazione
Alcuni microrganismi contenuti nel latte sono così resistenti che per distruggerli serve una temperatura ancora più alta! Il trattamento termico più energico a cui si può sottoporre il latte è la sterilizzazione e funziona scaldando il latte per 15/20 minuti a 125°C. Prima della sterilizzazione avviene anche l’omogeneizzazione, che serve a rendere il processo di sterilizzazione più uniforme ed efficace. Oggi il latte UHT ha sostituito in buona parte il tradizionale latte sterilizzato, che però in passato è stato di fondamentale importanza perché ha permesso anche a fasce di popolazione poco raggiungibili dal "latte fresco" di assumere un alimento preziosissimo per la salute.